Botulino, il veleno che fa bene (al mal di testa)

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Botulino, il veleno che fa bene (al mal di testa)

  • mal di testa botulino

Botulino, da qualche anno se ne è scoperta l’utilità anche per il trattamento delle emicranie croniche: con una serie di piccole iniezioni si riesce a ridurre la durata media delle crisi in un mese. Il neurologo ci spiega perché è un trattamento efficace e assolutamente sicuro.

Il botulino è una proteina neurotossica prodotta dal batterio Clostridium botulinum, ampiamente usata in medicina. Non solo in medicina estetica, ma anche per trattare alcune patologie neuromuscolari, come la spasticità o come l’iperattività delle ghiandole esocrine come l’iperidrosi.

Da qualche anno, però, si è scoperta un’altra virtù benefica del botox, vale a dire nel contrasto al mal di testa.

L’ufficializzazione è arrivata da due importanti studi clinici randomizzati con doppio cieco in cui sono stati arruolati 1400 pazienti sottoposti a cinque cicli di somministrazione di botox con intervallo di 12 settimane (clicca qui e qui per approfondire)

Le conclusioni di questi studi sono state che la terapia botulinica non è tanto efficace nel ridurre il numero degli attacchi, ma lo è nel ridurre il numero di giorni di durata delle crisi stesse in un mese. Meno giorni di mal di testa, in altre parole, in pazienti che soffrono di emicrania cronica, vale a dire che hanno mal di testa per più di 15 giorni al mese.
La cefalea indica tutti i tipi di mal di testa, che sono oltre 100: c’è la cefalea muscolo-tensiva, quella a grappolo e c’è l’emicrania, che riguarda il 15% delle persone nel mondo. Di questo 15% il 2-3% è affetto dalla forma cronica, attorno ai 2 milioni di persone in Italia. La crisi di emicrania può durare dalle 4 ore ai 3 giorni. E si tratta, per molti di questi pazienti, di un’emicrania farmacoresistente, vale a dire nella quale si sono rivelati inefficaci sia gli analgesici che le cure preventive.

L’emicrania è una delle 20 prime cause di invalidità nel mondo ed è invalidante anche sotto il profilo della qualità della vita. Il beneficio di ridurre la durata delle crisi in questo tipo di pazienti è quindi evidente.

Il meccanismo che crea questo beneficio non è chiarissimo. L’emicrania – lo ricordiamo – è un dolore vascolare innescato dal sistema nervoso centrale che coinvolge alcuni neurotrasmettitori e alcuni circuiti del dolore. Probabilmente il beneficio è legato proprio al fatto che il botulino sarebbe in grado di ridurre la sensibilizzazione a livello di sistema nervoso centrale, bloccando l’azione del CGRP, uno dei neurotrasmettitori legati all’emicrania.

Sicuramente in questo specifico caso non agisce solo sui muscoli, tanto è vero che nelle cefalee muscolo-tensive non funziona.

Certo, il botulino è un “veleno”, così come lo sono tutti i farmaci (e la parola farmaco deriva proprio dal termine greco che sta per “veleno”). Spesso chi soffre di emicrania paga un prezzo molto salato, quando utilizza molti analgesici nel mese, che hanno effetti collaterali per esempio a livello gastrico e nella cronicizzazione delle crisi. L’assunzione di più di 15 analgesici al mese provoca una cronicizzazione delle crisi, tanto è vero che in casi come questi si ricorre alla disintossicazione in ospedale. Anche i farmaci usati per prevenire l’insorgere del mal di testa sono in prevalenza antidepressivi e antiepilettici e possono dare effetti come aumento di peso, sedazione ecc

La tossina botulinica, invece, è generalmente ben tollerata dal paziente, ha il vantaggio di essere smaltita dal nostro organismo e di essere iniettata in superficie. Ha pochi effetti collaterali come quelli che possono insorgere nella zona del trattamento: debolezza muscolare, dolore localizzato, infiammazione, eritema, gonfiore/edema. La quantità di Botox è talmente ridotta che l’effetto rimane localizzato all’area in cui si pratica l’iniezione. Non è riscontrabile a livello sistemico e non esistono indicazioni in merito a possibili intolleranze determinate dall’interferenza con altri farmaci.

Il Botox viene iniettato in piccole quantità nei muscoli della testa, delle spalle e del collo con un ago sottilissimo. Il trattamento può essere ripetuto ogni 3 mesi, durante i quali non vi è la necessità di interrompere altre eventuali terapie in corso. La letteratura più recente sembra dimostrare che più aumentano le applicazioni più aumentano i benefici.

Naturalmente il punto di partenza fondamentale è una diagnosi precisa, che può essere fatta solo da uno specialista e che inquadri il tipo di disturbo nella fattispecie dell’emicrania cronica.

2017-07-05T18:10:16+02:00 23 Gennaio 2017|Categories: Salute|Tags: , , , , , , |Commenti disabilitati su Botulino, il veleno che fa bene (al mal di testa)