Coaching, cambiamento e salute: perché farsi aiutare da un esperto può migliorarci la vita

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Coaching, cambiamento e salute: perché farsi aiutare da un esperto può migliorarci la vita

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Cambiare stile di vita non è facile, ma è fondamentale, soprattutto quando c'è di mezzo la salute. Ecco perché è importante affidarsi a un "esperto del cambiamento"

Di cosa parliamo quando parliamo di coach

Il Coaching può essere definito come un processo di sviluppo delle capacità, risorse e competenze di una persona (Coachee) gestito da un professionista qualificato (Coach), attraverso l’individuazione di ambiti di potenziale crescita e con la definizione di un programma finalizzato al raggiungimento di obiettivi personali o professionali.

Se viene analizzato il significato letterale della parola “Coach” in inglese si nota come sia associato a termini quali vettura, pullman, carrozza e corriera: tutti vocaboli che riescono a far percepire il significato profondo di “accompagnamento” e “guida” da un preciso punto fino alla meta prestabilita.

Nell’ormai ampia bibliografia che è a disposizione sul costrutto di Coaching, si concorda sul fatto che il coaching sia un metodo di apprendimento e potenziamento personale tramite una relazione costante tra professionista e persona seguita che mira a un coinvolgimento attivo di quest’ultima.

Lo sviluppo dell’individuo verso una versione migliore di se stesso può avvenire solo tramite un cambiamento reale in termini di abitudini quotidiane, ambiente di vita, lavoro, persone significative e stile di vita (inteso come insieme di stile alimentare, attività fisica e comportamenti salutari). Ma più di ogni altra variabile conta la motivazione iniziale, il carburante che alimenta la forza di volontà: la competenza principale del Coach è il supporto e la stimolazione al passaggio da una motivazione iniziale spesso “esterna” (“voglio perdere peso perchè me lo ha ordinato il medico”) a una motivazione maggiormente “integrata” (“vado in palestra perchè so che è un tipo di comportamento che fa parte di uno stile di vita sano e funzionale alla mia salute”).

L’evoluzione fra questi due tipi di motivazione è posta all’interno di un continuum (non possiamo pensare a un passaggio netto e improvviso ma il percorso deve avvenire in modo graduale e costante) composto da diverse fasi, ognuna delle quali deve essere affrontata in modo specifico e in una precisa fase del processo di crescita individuale. L’ostacolo più grande che il Coach e il suo Coachee devono affrontare è la difficoltà intrinseca del cambiamento in quanto tale: esistono, infatti, fattori importanti da tenere in considerazione che non possono, e non devono, essere sottovalutati. 

La difficoltà del cambiamento

Innanzitutto la struttura della personalità di ogni singolo individuo, ovvero il suo modo radicato di pensare, di stare a contatto con la propria sfera emotiva, di percepire e di agire. La personalità può facilitare alcuni comportamenti a discapito di altri e se la motivazione iniziale risulta essere estrinseca, non ci sarà spinta sufficiente a farla persistere nel tempo perché non avremo convinzioni interne abbastanza consolidate. Gli psicologi e ricercatori Deci e Ryan ipotizzano un continuum motivazionale che va dall’assenza di motivazione alla motivazione intrinseca, passando per quattro stadi di motivazione estrinseca, ciascuno definito da altrettante forme di regolazione. (“Self-Determination Theory and Physical Activity: The Dynamics of Motivation in Development and Wellness”, 2009) 

Altro elemento sono le esperienze passate di fallimento, che fanno leva sul concetto di “autoefficacia percepita”. Questa dovrebbe essere a sua volta sollecitata quotidianamente tramite l’affermazione del proprio reale valore. Pensate, per esempio, a tutte quelle persone che durante la loro vita hanno sperimentato un fallimento con la dieta, che non sono riuscite a perdere peso o che hanno inesorabilmente ripreso tutti i chili eliminati per mancanza di uno stile alimentare adeguato. In tutti questi casi, l’individuo può sviluppare quella che in psicologia viene chiamata “impotenza appresa”, ovvero la reale e profonda convinzione di non essere in grado di fare o non fare qualcosa perchè in passato, più volte, non si è riusciti in quell’azione.

Le scelte comportamentali e la capacità di problem solving possono essere gravemente limitate dalla ristrettezza e ripetitività dell’informazione emotiva e cognitiva che la persona ha a disposizione in un particolare ambito, tale processo può intrappolare la persona in un circolo vizioso di continue esperienze di fallimento.

Fra i diversi fattori che impediscono il cambiamento non sono da sottovalutare gli impegni quotidiani radicati nella vita di ognuno: la cura di noi stessi, il lavoro, la gestione dei figli, la cura dell’ambiente domestico, la spesa da fare tutti i giorni, le rate da pagare e così via. 

A volte esiste anche l’errata convinzione che cambiare sia facile, amplificata dai media e dall’indotto pubblicitario che spaccia bacchette magiche del cambiamento sotto forma di prodotti acquistabili velocemente e senza sforzo. 

Per tutti questi elementi, la tendenza a procrastinare il cambiamento (“inizio lunedì…”) è molto frequente, soprattutto se l’oggetto del cambiamento riguarda la nostra salute, spesso considerata come la sfera che necessita di meno riflessione, perché quella che richiede più impegno. Se provassimo a guardare dall’alto l’enorme “puzzle della vita” che tiene insieme tutti i tassellini, noteremmo una cornice, intorno al puzzle: la nostra salute personale, senza la quale tutti i pezzi cadrebbero. Analizzati da questa prospettiva, lo stato fisico, emotivo e cognitivo individuale riescono ad assumere un diverso grado di emergenza. 

Affidarsi ad un esperto del cambiamento, il Coach, è un’ottima soluzione per l’inizio di un processo di crescita e cambiamento, nonostante la ritrosia di molti a chiedere aiuto. Deve essere allontanato il pensiero che identifica la richiesta di aiuto con un’affermazione di fallimento, al contrario è importante la presa di coscienza della necessità dell’appoggio di un esperto, in un momento particolare della vita. Quando ci si trova di fronte a sentimenti o esperienze impegnative, spaventose o travolgenti, chiedere aiuto significa prendersi cura di sé e aumentare la probabilità che le cose migliorino, appongiandosi a un aiuto esterno. Avete mai provato a scalare una montagna a piedi nudi? Non è impossibile, ma usare degli scarponcini è senza dubbio meglio!

2020-06-18T12:31:10+02:00 15 Maggio 2020|Categories: Star bene, Stili di vita|Tags: , |0 Commenti