I danni del fumo cominciano dalla bocca

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I danni del fumo cominciano dalla bocca

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La bocca è la porta d'ingresso del fumo nel suo viaggio all'interno del nostro organismo, ed è anche la parte i cui gli effetti negativi sono più visibili

Dall’ultima indagine DOXA sul fumo in Italia risulta che il 22,3% della popolazione italiana è tabagista. Gli uomini fumatori sono in calo mentre aumentano le donne, con un divario di genere praticamente nullo.

La porta di ingresso del fumo di tabacco nel nostro organismo è la bocca, dalla quale il fumo arriva a tutti i distretti corporei (arterie, cuore, polmoni, pelle etc.) con effetti deleteri dovuti alle 4000 sostanze dannose contenute nelle sigarette tra cui ammoniaca, monossido di carbonio, catrame, polonio, nicotina…

Fumo, i denti sono i più colpiti

Un paziente fumatore, soprattutto se forte fumatore (20 sigarette al giorno da anni) si riconosce immediatamente: soffre di alitosi, la lingua appare infiammata (glossite) e patinosa, i denti hanno subìto un processo di ingiallimento e risultano macchiati da macchie brunastre. Chi fuma pipa presenta erosioni sui margini incisali, dovute allo sfregamento traumatico della pipa sui denti.

Il fumo provoca carenza di ossigeno nel cavo orale a causa della combustione, favorendo la crescita di specie batteriche anaerobie, le più agressive per il parodonto: i pazienti forti fumatori presentano un abbassamento generalizzato dell’osso alveolare, quindi dell’attacco gengivale in cui sono posizionati i denti, che porta nell’immediato a soffrire di sensibilità dentinale dovuta alla scopertura delle radici e nel lungo periodo ad ammalarsi di parodontite, un’ infezione dell’osso di supporto dei denti che si riassorbe, come in un processo di autodistruzione. Così i denti tendono a dondolare e a cadere, quadro noto come piorrea. Questi pazienti sono quasi obbligati ad una riabilitazione protesica con protesi mobile infatti le riabilitazioni implantari (“denti fissi”) mostrano percentuali di insuccesso altissime con quadri di perimplantite; inoltre a causa dell’ipossigenazione tissutale, le ferite chirurgiche guariscono più lentamente.  

I pazienti fumatori sono più soggetti ad ammalarsi di parodontite anche per un altro motivo: sembra che i fumatori siano meno attenti all’igiene orale. Il tartaro (placca e batteri calcificati), essendo ruvido, favorisce l’ulteriore accumulo di placca e tartaro e questo non fa altro che provocare infiammazione del parodonto, aggravando il quadro clinico. I pazienti fumatori che soffrono di parodontite, tendono ad ammalarsi di patologie sistemiche come il diabete (i diabetici tendono ad ammalarsi di parodontite per la presenza di prodotti di glicazione che sostengono lo stato infiammatorio e viceversa i pazienti che non curano la parodontite non riescono a controllare adeguatamente la glicemia a causa dell’infiammazione).

Gli accumuli di placca e tartaro e il consumo aumentato di mentine e caramelle per profumare l’alito, aumentano il rischio di ammalarsi di carie. Le difese immunitarie indebolite dal fumo favorisono anche lo sviluppo di candidosi orale, malattia fungina che si manifesta con placche bianche sulle mucose.

Cancro orale, importante riconoscerne i segnali

Il fumo è un potenziale cancerogeno. Il cancro orale si manifesta in molteplici modi (macchie bianche, ulcere che non guariscono) perciò è bene lasciarsi visitare dal dentista ogni sei mesi per intercettare precocemente qualunque lesione sospetta come una leucoplachia, una eritroplachia, una stomatite nicotinica etc. L’associazione fra cancro orale e tabacco è dose-tempo-dipendente.  Smettere di fumare riduce il rischio e promuove il ritorno ad uno stato di salute orale, come se non si fosse mai fatto uso di tabacco. Meglio smettere, no?

2018-12-04T15:08:52+00:00 4 dicembre 2018|Categories: Prevenzione, Salute, Star bene|Tags: , , |0 Commenti