Diabete: curalo con il movimento

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Diabete: curalo con il movimento

Un esercizio fisico adeguato è il pilastro per una corretta prevenzione e gestione del diabete. I consigli dell’esperta per cominciare subito a tutte le età.

Il diabete è una vera e propria epidemia: nel mondo sono affette circa 425 milioni di persone (9% degli adulti) e in Italia circa il 5%. E probabilmente questa è soltanto la punta dell’iceberg: trattandosi di una malattia spesso asintomatica nei primi anni, la diagnosi è per lo più ritardata rispetto all’effettiva insorgenza, quando le complicanze croniche sono già in atto.

Ma cos’è esattamente il diabete mellitoIl diabete mellito è una malattia cronica caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio, ovvero di zucchero, nel sangue. Le cause di questa malattia risiedono nella produzione di insulina, un ormone prodotto dal pancreas che consente di far uscire lo zucchero dal flusso sanguigno per penetrare all’interno delle cellule, dove verrà utilizzato.

Questo vale per il 90% dei casi di diabete (detto di tipo 2). Il restante 10% dei malati è affetto da diabete di tipo 1, una malattia autoimmune che si presenta fin dall’infanzia con sintomi più severi e ha caratteristiche e cure diverse.

Accanto all’approccio farmacologico, è ormai noto che i pilastri della gestione del diabete sono costituiti dalla corretta alimentazione e dall’esercizio fisico adeguato. Uno studio condotto dall’Università della Danimarca Meridionale, pubblicato sulla rivista PLOS Medicine, ha indagato le condizioni di salute di più di 50mila uomini e donne tra i 50 e i 65 anni. Dai risultati è emerso che andare in bicicletta, anche se si comincia in tarda età, riduce il rischio di ammalarsi di diabete.


Di seguito, alcuni brevi consigli pratici di carattere generale per approcciare in maniera corretta l’attività sportiva.

Quanto sport? L’attività sportiva per essere efficace deve essere lenta ma duratura: 30-40 minuti consecutivi con una frequenza ideale di 3-4 volte a settimana. Ovviamente, questo rappresenta il target ideale di allenamento, ma per iniziare saranno sufficienti 10 minuti di attività da incrementare di volta in volta. 

Perché? I muscoli nei primi minuti di attività attingono energia dagli zuccheri accumulati al loro interno. Con il protrarsi dell’attività nel tempo, una volta esaurite le scorte di glicogeno muscolare, vengono raggiunte le riserve di glicogeno presenti nel fegato e, soltanto per ultimo, i grassi.

Quale sport? L’attività sportiva da privilegiare nel soggetto diabetico è l’attività aerobica, quale la camminata a passo sostenuto, la corsa lenta, il nuoto, la bicicletta (o cyclette), lo sci di fondo o il pattinaggio. 

Perché? I muscoli possono utilizzare il “combustibile” in presenza o assenza di ossigeno: nel primo caso (“sport aerobici”) il combustibile sarà utilizzato in toto producendo notevole energia e senza lasciare scorie, nel secondo invece (“sport anaerobici”) il glucosio sarà soltanto parzialmente utilizzato, con una minore produzione di energia e producendo un sottoprodotto tossico per le cellule detto “acido lattico” il cui accumulo nel torrente circolatorio si correla alla comparsa della fatica muscolare.

Come iniziare? A volte iniziare a fare un po’ di moto sembra un’impresa e, nonostante le buone intenzioni, spesso ci si arrende di fronte alla mancanza di tempo o risorse da dedicare. Non è necessario iscriversi in palestra per fare movimento, ma la chiave del successo è cogliere nella quotidianità la possibilità di ridurre la sedentarietà (ad es. salire e scendere le scale, utilizzare l’auto o i mezzi il meno possibile, usare la bicicletta per gli spostamenti, portare spesso a passeggio il cane, acquistare una cyclette..).

Come vestirsi? Le scarpe devono essere comode, preferibilmente senza cuciture interne, con un plantare e una ammortizzazione adeguati. Non devono mancare le calze, di cotone o spugna, in modo da garantire una normale traspirazione e proteggere dagli sfregamenti. 

Perché? La neuropatia diabetica che colpisce gli arti inferiori danneggia la sensibilità dei piedi ai traumi meccanici ed alle variazioni della temperatura, aumentando il rischio di creare microlesioni che, in presenza di diabete mellito, sono di più difficile guarigione.

Per la gestione della terapia e dell’alimentazione prima, durante e dopo l’attività sportiva, rivolgiti invece al tuo diabetologo e al tuo dietista.

2017-07-05T18:25:34+00:00 27 Luglio 2016|Categories: Salute|Tags: , , , , |0 Commenti