Dieta saltando i pasti? Rischi per peso e salute

//Dieta saltando i pasti? Rischi per peso e salute

Dieta saltando i pasti? Rischi per peso e salute

Dieta fai da te? No grazie. L'abitudine di saltare uno dei pasti della giornata o di avere un’alimentazione a ridotto contenuto di carboidrati, favorisce l'aumento della massa grassa a discapito di quella magra. Con conseguenze anche a livello psichico. Ne parliamo con la dietista.

L’estate sta arrivando e l’ansia da prova costume spinge molti a mettersi a dieta, spesso basandosi su falsi miti, come quella di credere che per dimagrire, e quindi perdere massa grassa, sia utile saltare i pasti o eliminare i carboidrati dalla dieta.
Purtroppo non c’è niente di più sbagliato e spesso questa abitudine, se prolungata nel tempo, può avere delle conseguenze sul peso e sulla salute di non poco conto, spesso molto più gravi di quanto si possa pensare.

Saltare i pasti, infatti, comporta:

1. Alterazione del senso della fame e predisposizione all’aumento di massa grassa
Una situazione di digiuno porta inevitabilmente a un fisiologico calo di zuccheri nel sangue, questo spinge il cervello a stimolare un senso di fame irrefrenabile (che si potrà scatenare o prima o durante il pasto successivo) che verrà indirizzato soprattutto verso i carboidrati. Ricordiamoci infatti che il sistema nervoso è formato da tessuti “glucosio – dipendenti”, ovvero tessuti che necessitano solo ed esclusivamente di glucosio per la loro attività metabolica (non possono, ad esempio, prendere energia dai grassi). Quindi quando saltiamo un pasto inevitabilmente al pasto successivo il nostro cervello ci spinge a mangiare di più, o molto di più di quello che mangiamo di solito.
La colazione, poi, è, tra tutti i pasti, quello che assolutamente non va saltato: numerosi studi sostengono che l’abitudine a non consumare la colazione sia uno dei principali fattori che favoriscono lo sviluppo dell’obesità e del sovrappeso (soprattutto in età infantile). Il motivo potrebbe trovare una spiegazione nel fatto che fare la colazione, evitando quindi il lungo periodo di digiuno che va dalla cena al pranzo, influenza il pattern alimentare quotidiano, ossia il tipo di alimenti che caratterizza la nostra dieta regolando positivamente l’assunzione calorica giornaliera totale.

 2. Predisposizione alla perdita di massa muscolare
Sarà capitato a tutti di pesarsi dopo un’influenza e di vedersi dimagriti di 2/3 kg, ma pensateci bene, quanto tempo è passato prima di riprendere quei chili persi? Solitamente molto poco.
Quando digiuniamo perdiamo prima liquidi, poi muscolo e solo in un secondo momento andiamo ad intaccare la massa grassa. Il digiuno è una condizione che mette in allarme il nostro cervello, spingendolo a cercare il glucosio (zucchero) contenuto nei carboidrati, ignorando che essendo una sostanza fondamentale per il nostro organismo, in situazioni di emergenza possiamo “produrlo” anche dalle proteine e dai grassi. Quindi, in condizioni di digiuno (o quando facciamo per lungo tempo una dieta a basso contenuto di carboidrati) il nostro corpo sottrae proteine dal muscolo per ricavarne glucosio. La conseguenza? Perdita di massa muscolare e quindi di massa magra.

3. Rallentamento del metabolismo

La perdita di massa magra ha come conseguenza inevitabile l’aumento della massa grassa e quando questo succede si può assistere anche ad un rallentamento generale del metabolismo corporeo.
Semplificando, il metabolismo è la velocità con cui il nostro corpo brucia le calorie per soddisfare i suoi bisogni vitali. Un organismo con un metabolismo lento tenderà sempre ad accumulare più massa grassa e quindi più peso rispetto a un organismo con un metabolismo veloce e in salute, perché tutti i processi necessari per sopravvivere, ovvero quelli che producono e bruciano energia, subiscono un rallentamento.

Ad oggi, un metabolismo ben funzionante rimane la condizione più importante affinché una dieta funzioni. L’incremento della massa magra e l’esercizio fisico sono gli stimoli più importanti per le attività metaboliche.
Più muscoli abbiamo e più calorie consumiamo nel corso della giornata, indipendentemente dall’età, dal sesso e dal livello di attività fisica. Il muscolo, infatti, è un tessuto con richieste metaboliche nettamente superiori rispetto al tessuto adiposo.

Le conseguenze psicologiche

Aumento del nervosismo e dello stress. La carenza di nutrienti stimola la liberazione di cortisolo da parte delle ghiandole surrenali, un ormone direttamente correlato con gli stati di stress e di nervosismo. Quindi, quando mangiamo meno (soprattutto meno carboidrati) siamo più nervosi, stressati, irritabili. Questo ci porta inevitabilmente a essere più propensi a mangiare fuori pasto, specialmente “cibi spazzatura” (patatine, snack, merendine etc.) che per loro natura sono ricchi di grassi e zuccheri e quindi “consolatori“.

Aumento del rischio di disordini alimentari e carenze nutrizionali.
Saltare i pasti o rinunciare ai carboidrati con lo scopo di dimagrire può portare, con il tempo, all’acquisizione di abitudini nutrizionali sbagliate, che possono evolversi anche in disturbi del comportamento alimentare (DCA). Anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbo da alimentazione incontrollata o binge-eating disorder, sono complesse malattie mentali che hanno come caratteristica comune l’ossessione del cibo, del peso e dell’immagine corporea.
In Italia sono oltre 2 milioni i ragazzi che soffrono di anoressia o bulimia nervosa fin dall’età preadolescenziale e l’anoressia nervosa è la prima causa di morte fra le ragazze dai 15 ai 25 anni.

 

 

2019-05-24T12:12:18+00:00 15 Maggio 2019|Categories: Salute|Tags: , , |0 Commenti