Mal di schiena: 10 miti da sfatare

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Mal di schiena: 10 miti da sfatare

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La schiena è fatta per sostenerci, ma a volte posture scorrette e movimenti sbagliati provocano dolore. Siamo sicuri di sapere tutto sul mal di schiena? I falsi miti sfatati dai nostri medici.

Il mal di schiena, o lombalgia, è una delle problematiche più comuni che si possano trovare in età adulta. Questo termine viene utilizzato per indicare una sintomatologia dolorosa che interessa la regione lombare con modalità e tempistiche differenti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la riporta come causa principale di disabilità in tutto il mondo. Essa colpisce almeno una volta nella vita circa il 70-85% della popolazione mondiale. I costi sociali di gestione del mal di schiena sono superiori a quelli totali sostenuti per diabete e tumori ed è una delle principali cause di assenza dal lavoro.

Come si può capire da questi dati si tratta di una problematica molto comune e invalidante, che proprio per questo è stata largamente oggetto di studio e di ricerca. Sono quindi molti i miti che sono sorti circa le cause e i possibili trattamenti per affrontarla. Cerchiamo di fare chiarezza:

1) MI FA MALE LA SCHIENA PERCHÉ HO UN ERNIA/ HO LE VERTEBRE SCHIACCIATE

L’85% dei casi di lombalgia sono classificati come “Aspecifici”, indicando che la struttura responsabile dei sintomi non è stata trovata. La natura del mal di schiena è infatti multifattoriale. Possono esserci diversi distretti corporei (colonna, bacino, anche, ecc) coinvolti nell’insorgenza e nel protrarsi dei sintomi.  

La presenza e la dominanza di diversi fattori (pato-anatomici, fisici, neuro-fisiologici, psicologici e sociali) possono essere differenti da un individuo all’altro e influenzare in diversa misura il dolore percepito.

La lombalgia che può colpire un giocatore di pallacanestro durante la sua attività sportiva sarà diversa da quella di un giocatore di golf, che sarà diversa a sua volta da quella di una persona sedentaria. Queste persone, a causa del mal di schiena, vivranno in maniera diversa la loro patologia e per guarire avranno bisogno di tempistiche e trattamenti differenti.

2)  È TUTTA COLPA DEL MIO BACINO STORTO O DI UNA VERTEBRA DISALLINEATA

Non ci sono prove in letteratura scientifica che il disalinneamento di una vertebra o del bacino possa provocare mal di schiena. Non ci sono inoltre prove che sia possibile riallineare una vertebra o ribilanciare il bacino.

3) LA SCHIENA È UNA STRUTTURA DEBOLE CHE VA PROTETTA

Se si spostano pesi per tutto il giorno e la mattina successiva ci si sveglia con le braccia indolenzite, si pensa che la reazione sia normale. Se ci si sveglia con il mal di schiena, si è invece indotti a pensare di essersi “fatto uscire un’ernia” per via dei pesi.

Le due situazioni sono invece identiche. La schiena, come ogni altro distretto corporeo, deve abituarsi gradualmente ai cambi di attività e ai carichi.

La schiena è fatta per sostenerci, per portare pesi e per piegarsi, è una struttura forte e resistente.

4) DEVO FARE UNA RISONANZA MAGNETICA PER CAPIRE QUAL È LA CAUSA DEI MIEI SINTOMI

Se si prova dolore lombare e si legge nel referto degli esami strumentali  la parola ernia del disco, protrusione, degenerazione artrosica, è normale associarla ai propri sintomi. Non è così.

Le degenerazioni della colonna quali protrusioni e ernie sono molto comuni anche in persone senza sintomi. Un recente studio ha dimostrato che il 37% delle persone sotto i 30 anni, il 90% delle persone tra i 50 e i 55 anni e più del 96% delle persone sopra gli 80 anni ha alterazioni della colonna visibili in risonanza senza avere sintomi lombari. Queste alterazioni possono quindi semplicemente essere considerate dei cambiamenti fisiologici, apprezzabili già a partire dai 25-30 anni.

È consigliabile riservare la risonanza magnetica solamente alle situazioni in cui il medico sospetta problemi più gravi.

5) DEVO RESTARE A RIPOSO

Nei primi giorni dall’episodio acuto di mal di schiena è normale fare più fatica a muoversi. Nonostante questo, per migliorare la propria prognosi, è importante mantenersi attivi e muoversi, diminuendo se necessario le attività ad alto impatto, come gli sport da contatto.

6) AVRÒ PROBLEMI PER TUTTA LA VITA, NON POTRÒ PIÙ FARE QUELLO CHE FACEVO PRIMA

Il mal di schiena è collegato a molti fattori, e ciascuno di essi ha una sua evoluzione particolare. Ci sono attività, posture e movimenti specifici che possono favorire e predisporre al dolore lombare. Grazie ad una analisi e ad una correzioni di essi, è possibile diminuire il rischio di sovraccarico delle strutture.

Il movimento e gli esercizi sono importantissimi nella nostra vita! Essi sono un farmaco che, se dosato in maniera corretta, è in grado di prevenire la gran parte delle problematiche muscoloscheletriche. È quindi importante tornare a muoversi e riprendere le proprie attività.

Viceversa, stare a riposo rafforza la possibilità di comparsa di kinesiofobia (paura di movimento), fattore di rischio per il peggioramento della prognosi e la cronicizzazione della lombalgia.

7) DOVRÒ OPERARMI

La quasi totalità delle persone con lombalgia può gestire il mal di schiena rimanendo attiva, comprendendo i meccanismi che generano il dolore e identificando i fattori ad esso collegati.

Solo una minima percentuale di persone con il mal di schiena avrà bisogno di ricorrere alla chirurgia, una volta fallite tutte le altre strategie conservative di trattamento, come ad esempio l’esercizio attivo e la terapia manuale. Inoltre, diverse ricerche hanno evidenziato come i risultati della chirurgia sul medio e lungo termine non siano migliori del trattamento conservativo.

8) È NECESSARIO USARE BUSTI O CORSETTI

Le linee guida sconsigliano l’uso di corsetti o busti. Utilizzare questi supporti può portare addirittura ad un peggioramento dei sintomi, in quanto vanno a sostituire la funzione della muscolatura addominale e della colonna, indebolendola.

9)  DEVO FAR PASSARE L’INFIAMMAZIONE PRIMA DI COMINCIARE SUBITO LA FISIOTERAPIA

Stare fermi peggiora la prognosi del mal di schiena. È quindi utile cominciare il percorso riabilitativo attivo specifico per fase acuta, in modo da diminuire i fattori di rischio di cronicità e tornare a muoversi il prima possibile.

10) COSA POSSO FARE PER IL MIO MAL DI SCHIENA QUINDI?

Il consiglio è di rivolgersi ad un medico, che diagnosticherà la problematica e indirizzerà ad un fisioterapista competente. Il fisioterapista saprà guidare la persona attraverso il processo di guarigione utilizzando un approccio personalizzato, globale e multifunzionale, che comprende esercizi specifici, tecniche manuali e manipolative e consigli ergonomici e posturali.

2018-03-08T12:41:44+00:00 1 marzo 2018|Categories: Salute|Tags: , , , |0 Commenti