Fertilità maschile a picco, colpa di inquinamento e stili di vita

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Stress, alimentazione, inquinamento, fumo: negli uomini dei paesi occidentali la presenza di spermatozoi è scesa di oltre il 50% in 40 anni. Come difendersi?

In questi giorni ha avuto molto risalto mediatico la metanalisi dei ricercatori della Hebrew University e della Icahn School of Medicine del Monte Sinai, che ha raccolto i risultati di oltre 7000 studi fra il 1973 ed il 2011, rilevando un calo della concentrazione media di spermatozoi nei maschi dei continenti più industrializzati (Nord America, Europa, Australia e Nuova Zelanda). Si tratta di una riduzione di oltre il 50%, contrariamente ad una situazione stazionaria nel loro numero nei maschi di Sud America, Asia ed Africa. Il declino della fertilità è risultato costante, anche focalizzandosi sull’ultimo ventennio ed i metodi statistici utilizzati hanno cercato di ridurre il più possibile le differenze fra i gruppi  le metodologie utilizzate negli studi presi in esame.

Il fatto che il fenomeno sia limitato esclusivamente ad alcune regioni geografiche evidenzia come le cause siano necessariamente da ricercare nell’ambiente e nello stile di vita. Stress, obesità, fumo, esposizione a inquinanti durante la vita intrauterina e presenza di pesticidi sono i principali indiziati. Va però detto che sia lo stress che l’inquinamento abbondano anche in Asia, Africa e Sud America.

Fra i principali “colpevoli” devono essere annoverati gli interferenti endocrini: si tratta di sostanze che bersagliano i recettori di vari ormoni, mimandone o bloccandone gli effetti e generando una risposta eccessiva o ridotta. La pericolosità di alcuni di essi è ben nota a tutti, quali diossina, benzene e ftalati. Negli esperimenti su cavie si è dimostrato come questi composti alterino la capacità riproduttiva.

Gli interferenti endocrini sono ovunque, non solo a causa dell’uso indiscriminato di pesticidi ed insetticidi”, ma anche in prodotti di uso comune. La carta termica degli scontrini contiene bisfenolo A e i parabeni sono utilizzati – pur con restrizioni – come conservanti nell’industria alimentare, cosmetica e farmaceutica. Anche alcune sostanze naturalmente contenute nelle piante, come i fitoestrogeni della soia, possono avere effetti di interferenza endocrina e sono presenti sia nei cibi che nei fitoterapici. In Italia non mancano esempi di inquinamento ambientale massiccio: i policlorobifenili sono oggi vietati, ma la loro concentrazione è ancora elevata nell’ambiente, soprattutto nella zona di Brescia a causa della presenza della ex fabbrica Caffaro (chiusa nel 1983, ma in attività dal 1932) dove la concentrazione riscontrata dall’ASL nel 1999 era 5000 volte superiore al limite di legge ed è ben noto l’incidente di Seveso del 1976 (classificato fra i 12 più gravi disastri ambientali di sempre).

Come difendere la fertilità?

Innanzitutto migliorando lo stile di vita ed evitando di introdurre inquinanti per ragioni non strettamente necessarie. Smettere di fumare è un primo passo, soprattutto in gravidanza, poiché i danni alla fertilità avvengono spesso durante la vita intrauterina. Il sovrappeso andrebbe evitato, in particolare nei bambini, essendo il tessuto adiposo un attore fondamentale nella regolazione ormonale. La dieta dovrebbe essere il più possibile varia, preferendo cibi di provenienza nota e poco processati; va detto inoltre che non esiste alcun pericolo noto da consumo di OGM. Devono inoltre essere promosse le politiche di difesa ambientale (raccolta differenziata, auto elettriche, riduzione dell’utilizzo della plastica) per ridurre l’inquinamento di aria, acqua e suolo.

Infine, una sessualità consapevole permette di limitare il rischio di contrarre patologie sessualmente trasmesse potenzialmente dannose per la fertilità, attraverso l’utilizzo costante del preservativo nei rapporti occasionali e vaccinandosi per il papilloma virus. Una visita andrologica nella pubertà consente di riscontrare fattori di rischio modificabili, come il varicocele, per intervenire su di essi. Studi recenti hanno inoltre suggerito come l’infertilità possa essere correlata ad un’aumentata probabilità di patologie anche gravi e apparentemente senza nesso causale, verosimilmente per fattori di rischio comuni. Una visita medica attenta e ben condotta è un aiuto prezioso per la salvaguardia della propria fertilità e della propria salute.

 

2017-08-03T13:28:15+00:00 3 agosto 2017|Categories: Salute|Tags: , , |0 Commenti