Il vaccino antinfluenzale fa venire l’influenza?

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Il vaccino antinfluenzale fa venire l’influenza?

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Sono già più di 185.000 gli italiani già costretti a letto a causa dell’influenza, anche se il vero picco si attende per le vacanze di Natale. Un’arma per contrastare quest'epidemia però esiste ed è il vaccino, a cui tutti dovremmo sottoporci ma che ancora troppo spesso viene sottovalutato. Proviamo a spiegarvi il perché sfatando i falsi miti e le credenze più comuni.

1. L’influenza non è grave per cui non è necessario vaccinarsi

Falso – L’influenza non è grave se il soggetto di per sé gode di buona salute e se il virus responsabile non è troppo aggressivo. Può comunque essere un rischio per le persone con un sistema immunitario compromesso come nel caso degli anziani o dei malati oncologici. Lo scorso anno sono stati 764 i casi gravi da influenza confermata in soggetti ricoverati in terapia intensiva, e di questi 173 sono deceduti. Morti evitabili se si arrivasse ad una copertura vaccinale tale da contrastare la diffusione del virus.

2. Ho fatto il vaccino antinfluenzale ma ho avuto l’influenza, per cui è inutile

Falso – Il vaccino antinfluenzale è efficace per contrastare i ceppi più comuni del virus influenzale (due del gruppo A e due del gruppo B per il vaccino tetravalente erogato quest’anno dall’ATS) che si manifestano con febbre improvvisa accompagnata da brividi, dolori ossei e muscolari, mal di testa, grave malessere generale, mal di gola, raffreddore, tosse e congiuntivite. In circolazione, specie in inverno, vi sono però altri virus parainfluenzali e adenovirus, che provocano sintomi molto simili a quelli dell’influenza, ma per i quali ad oggi non esistono vaccini.  Le infezioni respiratorie o intestinali che essi provocano sono meno serie e meno soggette a complicazioni rispetto a quelle causate dall’influenza.

È opportuno poi ricordare che il vaccino impiega circa 1-2 settimane per essere efficace, e che il virus si manifesta dopo 1-2 giorni d’incubazione. Per cui se si contrae il virus poco prima o poco dopo il vaccino, quest’ultimo perde d’efficacia.

3. Se sono vaccinato non posso prendere l’influenza

Falso – Il vaccino erogato è tetravalente, per cui copre dai 4 ceppi più comuni di virus antinfluenzale (due sottotipi dell’influenza A e due sottotipi dell’influenza B). Tuttavia, l’influenza è causata da una moltitudine di ceppi che possono variare di anno in anno per cui non è possibile garantire una copertura totale. Inoltre, come già visto in precedenza, il vaccino non protegge dai virus parainfluenzali, che causano spesso sintomi molto simili a quelli dell’influenza vera e propria, e dai virus gastrointestinali.

4. Il vaccino antinfluenzale può avere gravi effetti collaterali

Falso – Il vaccino antinfluenzale è sicuro e gli effetti collaterali sono irrilevanti se paragonati ai rischi di un’epidemia influenzale o agli effetti collaterali dei farmaci più comuni usati per curarla, come il paracetamolo. A seguito del vaccino possono presentarsi transitorio gonfiore e dolore della zona interessata, febbricola o malessere generale che regrediscono spontaneamente nel giro di 24/48 ore. In ogni caso un colloquio con il vaccinatore soprattutto per chi soffre di allergie è fondamentale per evitare ogni possibile complicanza.

5. Non posso fare il vaccino antinfluenzale perché sono incinta

Falso – Le donne che all’inizio della stagione influenzale si trovano nel secondo o nel terzo trimestre di gravidanza rientrano nelle categorie ad alto rischio di complicanze o di ricoveri correlati all’influenza. L’influenza, in particolare la febbre alta, può infatti comportare la comparsa di contrazioni dell’utero, che possono causare a loro volta un parto prematuro. Il vaccino antinfluenzale è inoltre fortemente consigliato anche durante l’allattamento, in quanto permette di rinforzare le difese immunitarie del neonato.

6. I bambini devono “farsi gli anticorpi”, il vaccino è inutile

Falso – Generalmente un bambino in buone condizioni di salute è in grado di reagire bene in caso di influenza, che è il motivo per cui i genitori tendono a non vaccinarli. Tuttavia, un bambino con l’influenza è un veicolo di contagio per i familiari (genitori e altri fratelli o sorelle) e per i soggetti più deboli, ad esempio quelli affetti da patologie croniche a maggior rischio di complicazioni in caso di influenza. Da non sottovalutare inoltre i disagi che la malattia provoca, come la perdita di giorni di scuola o giorni di lavoro dei genitori.

7. Stare al freddo fa venire l’influenza

Falso – Portate tranquillamente i vostri bambini al parco, la trasmissione dei virus è molto difficile all’aperto: molto più facile in ambienti chiusi come le scuole, gli uffici e i mezzi pubblici. Attenzione soprattutto agli sbalzi termici che favoriscono l’aderenza dei virus. 

8. L’antibiotico è utile per curare l’influenza

Falso – L’antibiotico è utile contro le infezioni batteriche, l’influenza è causata da un virus. Ecco perché assumere gli antibiotici (a maggior ragione senza controllo del medico) non solo è dannoso, ma è anche totalmente inutile. L’antibiotico può essere assunto nel caso di infezioni batteriche derivate da complicazioni dell’influenza, ma mai senza controllo medico.

9. L’Aifa ha vietato l’utilizzo del vaccino

Falso – Il vaccino non è in alcun modo correlato a decessi nelle persone anziane e AIFA non ne ha in alcun modo vietato l’utilizzo, come invece riportato in alcune news risalenti al 2014. “Si tratta – come ha precisato l’AIFA in una nota – di una notizia fuorviante che rischia di arrecare danno alla campagna di vaccinazione antinfluenzale in corso. AIFA ribadisce l’importanza di vaccinarsi contro l’influenza stagionale, in particolare per le categorie più a rischio (soprattutto anziani e persone di tutte le età con patologie di base che aumentano il rischio di complicanze in corso d’influenza), e di non lasciarsi condizionare da false notizie circolanti in rete”.  Nella stagione 2014-2015 le voci infondate sulla pericolosità del vaccino anti-influenzale, con il blocco precauzionale da parte di Aifa di alcuni lotti, poi risultati assolutamente non tossici, hanno drasticamente ridotto il numero dei vaccinati. E fatto crescere casi gravi e morti per complicanze. Tradotto in cifre, questo effetto mediatico legato a morti ‘sospette’ che in realtà erano dovute soltanto a coincidenze (anche perché in molti casi si trattava di soggetti con patologie pregresse), ha portato a un netto calo delle persone che si sono vaccinate. Nella stagione 2014-15 la copertura vaccinale è stata pari al 13,6% degli abitanti, contro il 15,6% dell’anno precedente: il dato più basso da 10 anni.  Con 160 morti, rispetto ai 16 dell’anno precedente

È vero, se siamo in buona salute spesso tendiamo a sottovalutare l’influenza, perché tende a guarire spontaneamente nel giro di pochi giorni senza particolari complicazioni. Il vaccino però non è solo un atto di amore verso noi stessi, ma anche e soprattutto verso i nostri cari e le persone per cui l’influenza potrebbe avere conseguenze ben più gravi.

2018-11-18T07:22:00+00:00 14 novembre 2018|Categories: Salute, Star bene|Tags: , |0 Commenti