Al lavoro, siediti bene, vivi meglio

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Al lavoro, siediti bene, vivi meglio

  • salute al lavoro

Il lavoro in ufficio corrisponde quasi sempre a uno stile di vita sedentario, spesso si trascurano la postura e il movimento fisico. Quali sono i rischi per la salute e quali accorgimenti adottare per evitarli? Le risposte dell'osteopata

Quanto movimento facciamo nella nostra vita? Quanto tempo gli dedichiamo? Entriamo in ufficio e ne usciamo 8 ore dopo, torniamo a casa, ci sediamo a tavola e prima di andare a letto diamo un’ultima controllata al pc. Troppe ore trascorse seduti alla scrivania. Chi lavora prevalentemente al computer, inoltre, assume inevitabilmente delle posture viziate e scomode che a lungo andare possono alterare la funzionalità del nostro sistema muscolo scheletrico dando vita a quelle che vengono chiamate malattie professionali moderne.
In questo ambito il rischio è dovuto ad un uso eccessivo del computer (che porta a numerose patologie legate alla vista, allo stress e alla postura), agli impianti di condizionamento (infezioni, asma e alveoliti allergiche).

Ci sono situazioni più a rischio:
le posizioni fisse determinano prolungate contrazioni di uno o più gruppi muscolari. La posizione in piedi prolungata può determinare anche senso di peso ed edema agli arti inferiori mentre la posizione seduta prolungata, specie se su sedie non adeguate, può invece determinare una compressione dei vasi venosi della parte posteriore delle cosce e difficoltà circolatorie alle gambe. I movimenti ripetitivi possono sovraccaricare o comprimere i nervi e i tendini fino all’infiammazione.

Oltre alle patologie più comuni come
mal di schiena (lombalgia), del collo (Cervicalgia) e del dorso (dorsalgia) può presentarsi la periartrite scapolo omerale, infiammazione che colpisce parzialmente o totalmente le strutture che compongono l’articolazione della spalla (comprende tendinite, tenosinovite, borsite).
Patologia sempre più comune è la sindrome del tunnel carpale che inizia con dolore e formicolii a livello del polso e del palmo della mano. Compaiono in seguito formicolii e deficit di sensibilità delle prime tre dita, perdita di forza nel movimento di allontanamento del pollice (denunce all’Inail di questa malattia, dal 1997 ad oggi, si sono più che triplicate).

Ma quindi quali possono essere gli accorgimenti da adottare sul posto di lavoro?

La postazione lavorativa ha una grande importanza, sarebbe preferibile utilizzare una sedia con un supporto lombare e mantenere una posizione del busto quanto più eretta possibile. La sedia dovrebbe essere posizionata ad un’altezza tale da permettere al capo di stare dritto con il monitor posto frontalmente e di conseguenza le nostre braccia dovrebbero essere in posizione di relax con gli avambracci ben adagiati sulla scrivania. Infine sarebbe preferibile inserire sotto il polso della mano che si usa con il mouse, un piccolo supporto morbido in modo tale da scaricare la tensione da tutta la muscolatura dell’avambraccio.
È importante prevedere, durante tutto l’arco della giornata lavorativa, delle brevi pause nelle quali poter fare brevi e semplici esercizi di stretching e di mobilizzazione dei diversi comparti articolari. A questo dovrebbe essere aggiunta una regolare attività fisica.
Ovviamente, i trattamenti osteopatici possono essere di grande aiuto, prevedere ogni tanto un intervento manuale di un osteopata professionista, può essere determinante per recuperare e mantenere una buona mobilità di tutti i distretti articolari coinvolti.

Ogni anno i danni alla salute causati dal lavoro costano al paese ben 41,8 miliardi di euro, una cifra superiore al 3% del pil.
Le principali cause delle assenze dei lavoratori sono le patologie muscolo-scheletriche (indicate al 78% come la principale causa delle assenze di lungo periodo); il 31% fa riferimento alle lombalgieil 47% fa riferimento ad altre patologie muscolo-scheletriche.

Nel decreto legislativo relativo alla salute sul lavoro si obbligano le aziende a farsi carico di una valutazione dei rischi collettivi che possono pregiudicare la sicurezza o la salute dei lavoratori, a verificare la presenza di rischi riconducibili allo stress correlato all’attività lavorativa e ad analizzare il posto di lavoro dal punto di vista della valutazione dei rischi per vista e occhi, per disfunzioni di carattere posturale e muscolo/scheletrici e per l’ergonomia e igiene ambientale degli uffici. 

2018-02-01T17:55:17+00:00 27 Gennaio 2018|Categories: Stili di vita|Tags: , , , , |0 Commenti