Obesità, le regole per batterla sin da bambini

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Obesità, le regole per batterla sin da bambini

Scende in Italia il tasso di obesità infantile, ma ancora non abbastanza. Colpa soprattutto di cattive abitudini instaurate nei primi anni di vita dei bambini. Ecco i consigli della pediatra per trasmettere ai figli un buon rapporto con il cibo

I dati rilevati nel 2016 sulla popolazione infantile compresa tra i 6 e i 10 anni segnalano un miglioramento delle percentuali di bambini in sovrappeso ed afflitti da obesità, più precisamente i bambini obesi sono scesi dal 12% al 9.3%, quelli in sovrappeso dal 23,2 % al 21,3% nel periodo compreso dal 2008 al 2016. Un dato che però non ci fa uscire ancora dalle nazioni europee con il maggior tasso di obesità infantile.

Bisogna lavorarci ancora perché i bambini che presentano queste patologie diventeranno per la maggior parte degli adulti affetti da patologie cardiocircolatorie, diabete, patologie ortopediche e degenerative.
Determinanti sono le abitudini alimentari che si instaurano nei primi anni di vita da parte dei genitori.

Allattamento e svezzamento
L’allattamento al seno esclusivo fino al V-VI mese offre un alimento biologicamente prezioso ed equilibrato di nutrienti, quando non possibile allattare, il latte di formula non deve essere arricchito di biscotti.
Lo svezzamento, sostituzione di un pasto di latte con la pappa, deve fornire al bambino nuovi nutrienti, cibi naturali e freschi, verdure e frutta di stagione, legumi 3-4 volte la settimana; le proteine (carne bianca-pesce-uova-formaggio) sono indispensabili per una buona crescita, ma devono essere presenti in una quantità controllata, il grasso di condimento deve essere un buon olio extravergine di oliva.
Dal punto di vista delle abitudini alimentari ed anche del comportamento sociale che è legato al mangiare, i genitori intorno all’anno di vita del loro piccolo si trovano ad affrontare una tappa di passaggio molto importante: il lattante a questa età ha ormai triplicato il peso della nascita ed ha acquisito fierezza e volontà di scegliere lui ciò che desidera.

Ciò comporta che il ritmo di crescita subisce un significativo rallentamento (non cresce più mensilmente in modo regolare) per cui il bambino non consuma più 4 pasti completi al giorno e comincia a divenire selettivo nella scelta dei cibi, a cicli si appassiona a certi alimenti e ne rifiuta altri che pure ha sempre mangiato.
Se il genitore non viene preparato dal pediatra a questo importante cambiamento comincia a preoccuparsi per la salute del figlio e, per l’ansia che non cresca a sufficienza, inizia a mettere in atto strategie di ogni tipo per convincerlo a mangiare: giochi a tavola, uso di tablet e tv, inseguimenti per la casa, promesse di premi o dolci…

Il danno è molteplice: il bambino mangia più di quanto ha bisogno, impara a non prestare attenzione al cibo, ma soprattutto apprende che il mangiare è un valore in sé, che il cibo è uno strumento per fare felici i genitori, per sentirsi approvato e, non ultimo e meno importante, per ottenere attenzione, vantaggi e oggetti. Non sottovalutiamo quanto questi meccanismi diventino per il bambino veri e propri schemi cognitivi strutturati che saranno determinanti nella età adulta sia nell’uso del cibo come compensazione affettiva sia per l’insorgenza di disturbi legati all’alimentazione (obesità, bulimia e anoressia).

Le regole anti-obesità per un approccio sano al cibo
– Tenere la regola che si mangia ad orari regolari, 4 volte al giorno, non fuori pasto anche quando si è mangiato poco al pasto precedente (se mai anticipare il pasto successivo)
– Offrire cibi sani, naturali, freschi e non fare sostituzioni di bassa qualità (come proporre il succo di frutta al posto della frutta)

– Non insistere quando il bambino dice basta o a un pasto si rifiuta di mangiare

– Mangiare in compagnia del bambino parlando con lui e non offrendo giochi, tv…

– Rispettare le sue “passioni” alimentari cicliche, per due mesi solo pasta al pesto, poi tra i cibi proteici rifiuto della carne …: l’offerta di alimenti ai nostri bambini è talmente ricca e varia che mai vanno in carenza di nutrienti

– Non usare il cibo come strumento di ricatto o punizione o gratificazione : se mangi o non mangi, sei buono o cattivo, ti compriamo…

– Solo dopo qualche giorno di totale digiuno (a tutti pasti, per tutti alimenti!) fare visitare il bambino dal pediatra per cercare un motivo di salute

L’importanza del movimento
Un’ultima considerazione: il movimento è indispensabile per la salute, il nostro corpo è dotato di centinaia di muscoli che se utilizzati ci fanno stare bene, tengono lontani i dolori, sono un naturale meccanismo di regolazione delle energie che assumiamo con il cibo e quindi di difesa contro l’obesità.
Soprattutto nelle città per i bambini non è quasi più possibile giocare spontaneamente all’aperto (strade impraticabili, spazi inesistenti o ridotti, cortili scomparsi), tuttavia i genitori possono fare meglio per la salute, la felicità e l’intelligenza dei loro bambini non dimenticando che nei primi tre anni di vita il cervello si sviluppa in stretto rapporto al movimento che il bambino fa: limitare la vita sedentaria con la seduzione di attività cosiddette tecnologiche (schermi, tv, tablet, videogiochi), limitare uso del passeggino (dopo i due anni andrebbe eliminato, si vedono troppi bambini trattati come invalidi), stare all’aperto anche in inverno facendo movimento (non è aria fredda che porta infezioni, ma contagio inter-umano nei luoghi chiusi).

2017-07-06T09:59:51+00:00 11 maggio 2017|Categories: Salute|Tags: , , |0 Commenti

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