Occhio pigro e bambini: la prevenzione è l’arma più efficace

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Occhio pigro e bambini: la prevenzione è l’arma più efficace

  • bambino ambliopia

L'occhio pigro è una condizione molto comune nei bambini, ma ancora pochi la conoscono. Ecco perché è importante una diagnosi precoce.

La vista dei bambini è un argomento molto delicato che purtroppo, ad oggi, viene considerato ancora marginalmente da parte dei genitori, con il rischio che patologie risolvibili facilmente da bambini, si trasformino in problemi ben più seri in età adulta. Da un’indagine condotta nel 2015 dall’Osservatorio nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza Paidòss è emerso infatti che solo l’11% dei genitori italiani sa che la prima visita oculistica deve essere svolta entro i primi tre anni di età. Anche patologie più frequenti possono colpire la vista dei più piccoli: il 20% delle mamme e dei papà pensano che l’occhio storto si raddrizzi da solo, mentre il 44% degli intervistati non ha idea di cosa sia l’occhio pigro. Ecco perché, soprattutto su quest’ultimo punto, è necessario fare un po’ di chiarezza.

L’ambliopia, o più semplicemente occhio pigro, è una condizione di ridotta acuità visiva che non può essere migliorata con una correzione ottica idonea e che si manifesta indipendentemente da una causa organica. L’ambliopia è di solito monolaterale (riguarda cioè un solo occhio), ma può presentarsi raramente anche in forma bilaterale.  È presente nel 2-4% della popolazione e colpisce circa il 4-5% dei bambini nei primi anni di vita. È più frequente in caso di prematurità, sindrome di Down, patologie neurologiche, familiarità per ambliopia o strabismo. In pratica, l’ambliopia sopravviene quando il bambino “non usa” involontariamente l’occhio con cui vede male.

Tra le cause, troviamo:

  • Strabismo: nel 50% dei soggetti strabici è presente ambliopia monolaterale a carico dell’occhio deviato. E’ dovuta al fenomeno della soppressione che si verifica quando l’immagine retinica che si forma sull’occhio deviato non può essere fusa a livello cerebrale con l’immagine proveniente dall’altro occhio. Il bambino, per evitare la visione doppia e la confusione, inizialmente sopprime, cioè esclude l’immagine che si forma sull’occhio deviato. Se questo meccanismo di mancato utilizzo perdura, si verifica l’ambliopa .

  • Anisometropia: si verifica quando c’è una differenza dello stato rifrattivo dei due occhi di almeno una diottria (specie nell’ipermetropia) e può essere associata a strabismo dell’occhio con il difetto visivo maggiore.

  • Deprivazione: insorge quando vi sia un ostacolo anatomico (es. ptosi palpebrale) o una patologia oculare (es. cataratta congenita, opacità corneale, patologia retinica) che impedisca una stimolazione retinica sufficiente. Può essere sia monolaterale che bilaterale.

Purtroppo, in età preverbale, i “campanelli d’allarme” che possono far sospettare la presenza di un’ambliopia non sono molti: strabismo,atteggiamento viziato del capo, leucocoria (riflesso bianco della pupilla) dovuta a opacità corneale, cataratta, patologie retiniche.

Ecco perché è fondamentale che il bambino venga visitato dall’oculista già nei primi mesi di vita se vi è una storia familiare positiva per patologie oculari congenite e se i genitori o il pediatra riscontrano qualche anomalia oculare. Senz’altro poi dovrà essere effettuata una visita oculistica all’età di 2-3 anni e a 6-7 anni.

Per poter ottenere il miglior recupero funzionale dell’occhio ambliope è fondamentale la diagnosi precoce e l’inizio rapido di un trattamento adeguato. Esso consisterà nell’individuazione e nell’eliminazione di tutte le possibili cause di ambliopia (strabismo, anisometropia, ptosi, cataratta) e proseguirà con il trattamento riabilitativo che deve essere condotto dall’oculista in collaborazione con l’ortottista.

Il fondamento del trattamento consiste nel prescrivere l’esatta correzione del difetto visivo e nell’occlusione (cerotto adesivo, filtro) o penalizzazione (collirio di atropina) dell’occhio migliore per stimolare la visione nell’occhio ambliope.

Se la diagnosi e il trattamento riabilitativo sono precoci (entro i 4-5 anni) e se si riesce ad ottenere una buona collaborazione da parte del bambino, vi sono ottime possibilità di ottenere un recupero visivo soddisfacente.

2017-11-16T16:26:26+00:00 16 Novembre 2017|Categories: Bambini, Prevenzione|Tags: , , , |0 Commenti