L’attività fisica? Per i malati cronici è come un farmaco

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L’attività fisica? Per i malati cronici è come un farmaco

Non solo per prevenire e stare meglio: muoversi e fare sport è molto utile per migliorare le capacità funzionali dei pazienti che soffrono di malattie croniche come Alzheimer, diabete e patologie cardiovascolari. Lo rivela una ricerca

Dall’Alzheimer al diabete, dalle patologie cardiovascolari alla fibromialgia, l’attività fisica si dimostra un’arma efficace nella prevenzione della disabilità e nel contrastare la perdita delle capacità funzionali legate alle malattie croniche, permettendo quindi ai malati di continuare a svolgere le proprie attività quotidiane senza danneggiare la qualità della vita. È ciò che emerge da un recente studio condotto dai ricercatori dell’Università di Jyvaskyla, in Finlandia e pubblicato nel “British Journal of Sport Medicine“, che individua nell’esercizio fisico un’arma efficace contro ben 22 malattie croniche.

Lo studio

Inizialmente, lo studio ha previsto un’ampia revisione di articoli già presenti in letteratura scientifica e che riguardavano le 22 malattie croniche, allo scopo di confrontare gli effetti dell’esercizio (aerobico, di resistenza, misto) sulla prevenzione delle disabilità fisiche causate dalle malattie. Dopodiché sono stati messi a confronto due gruppi di pazienti: da un lato quelli che praticavano regolarmente attività fisica, dall’altro i pazienti in totale inattività o sottoposti a cure mediche standard (gruppo di controllo).

I risultati

I risultati hanno mostrato un’associazione benefica tra attività sportiva e quasi il 90% degli indicatori di performance fisica e funzionale, come forza corporea, equilibrio e capacità di svolgere in autonomia le mansioni quotidiane, rispetto al gruppo di controllo. Gli effetti del movimento vanno però anche oltre al recupero funzionale, poiché contribuiscono anche a ridurre il dolore fisico, la progressione di malattia e in generale a migliorare il benessere psicologico.

Un altro dato importante emerso è che l’esercizio fisico è risultato sicuro per tutti i pazienti: non sono emerse controindicazioni particolari in coloro che lo svolgevano rispetto al gruppo di controllo.

I risultati di questo studio ci dimostrano innanzitutto che  l’esercizio fisico deve essere considerato al pari di una prescrizione farmacologica soprattutto  nei pazienti affetti da malattie croniche. Per questo bisogna ricordare che compete allo specialista (il medico dello sport, in questo caso) il compito di inquadrare le disabilità specifiche della malattia, che sono diverse, ad esempio, nella malattia di Alzheimer rispetto a quelle presenti nei postumi di un infarto miocardico. Lo scopo è di prevenirne il loro peggioramento attraverso programmi di attività sportiva il più possibile sartoriali, basati quindi sull’individualità del singolo paziente.  

2017-07-06T09:54:26+00:00 16 Giugno 2017|Categories: Salute|Tags: , , |0 Commenti

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