Taping: cos’è e a cosa serve

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Taping: cos’è e a cosa serve

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Vi siete mai chiesti cosa sono e a cosa servono quelle strisce colorate che appaiono sulla pelle di molti sportivi durante le proprie gare? Andrea Genta, fisioterapista del Centro Medico Santagostino, ci spiega cos'è e come funziona il taping

Il nome della striscia colorata è TAPE, ovvero “nastro” in inglese, e si tratta di strisce formate da una parte di cotone e dall’altra da colla acrilica. Queste strisce vengono posizionate sulla pelle per gestire e curare delle patologie dei sistemi muscolo-scheletrico, neurologico, vascolare e linfatico.

La tecnica più conosciuta e accreditata che sfrutta l’applicazione di questi nastri prende il nome di “taping neuromuscolare”. Si tratta di una tecnica che ha determinati obiettivi:

  • riduzione del dolore
  • miglioramento della vascolarizzazione
  • velocizzare il processo infiammatorio
  • miglioramento del range di movimento di un’articolazione specifica
  • stimolo a una postura corretta

Come funziona?

Alla base del taping c’è il principio della decompressione, ovvero il miglioramento del movimento e la risoluzione dell’edema, ovvero l’accumulo di liquido all’interno dei tessuti.

Ma cos’è esattamente questa decompressione?
Le applicazioni effettuate formano delle grinze sulla pelle e sono proprio queste pieghe che creano la decompressione. I punti più alti delle grinze sono quelli in cui i vasi sono meno costretti e quindi vi è all’interno meno pressione e il sangue circola in maniera più fluida.

Come si applica?

Le applicazioni variano di lunghezza, in base alla zona da trattare, e in larghezza, per esempio con un nastro di 1 cm di larghezza, si andrà ad agire in profondità di 1 cm, pur preservando sempre la caratteristica comune di essere applicati a tensione zero e in posizione di stretching per evitare la compressione.

Non è possibile autoapplicarsi il taping nonostante possa sembrare una pratica semplice da imparare ed eseguire anche per non esperti.
L’utilizzo è consentito solo a professionisti della riabilitazione con una determinata esperienza e conoscenza nel campo. L’autoapplicazione errata può addirittura provocare danno.

Taping: un esempio pratico

La lombalgia comune è quel sovraccarico della zona lombare che è molto comune per chi sta molto tempo in piedi durante il giorno per lavoro oppure per chi effettua movimenti scorretti con la schiena.
Un trattamento con applicazione di taping può essere utile a tutti coloro che in generale soffrono di rigidità al tratto lombare oppure a chi ha una specifica debolezza ai muscoli addominali e lombari, così come per chi ha subito un periodo di immobilità a questo tratto.

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Per questa applicazione vengono utilizzati 2 nastri larghi 5 cm e lunghi tra i 25 e 35 cm, in base all’altezza del soggetto.
La posizione di applicazione è in stazione eretta con le mani appoggiate su di un tavolo o su un’altra superficie. Il capo va flesso effettuando una retroversione di bacino, in modo da allungare la zona interessata.  I piedi paralleli e le ginocchia sono ben estese.

Le strisce vengono applicate entrambe ai lati della colonna vertebrale, a una distanza di 1 cm, senza apporre tensione, in modo parallelo. Una volta effettuata l’applicazione il soggetto si alza e si possono osservare le grinze.

Il taping può essere mantenuto fino a 7 giorni, si può anche fare la doccia perché è idrofobo, e rimarrà in attività per tutti i movimenti quotidiani.

2019-09-13T14:21:38+00:00 13 Settembre 2019|Categories: Star bene|Tags: , |0 Commenti