Quando la tecnologia fa male (al collo)

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Quando la tecnologia fa male (al collo)

Rigidità nei movimenti, dolori e fastidi che influiscono sulle nostre attività, sul riposo notturno e indeboliscono il collo e le spalle. Come agire e quali abitudini andrebbero modificate?

Un tempo esistevano quei dolori tipici dei lavori manuali (come il ginocchio della lavandaia) oppure quelli riferibili agli sport (il gomito del tennista, la spalla del nuotatore). Col tempo la classifica si è modificata e sta salendo sempre di più la predisposizione al cosiddetto “collo da tablet”. È infatti stata fatta un’indagine dal Journal of Physical Therapist Science che dimostra che almeno la metà delle persone che fanno uso sconsiderato di schermi soffre di dolori cervicali e alle spalle e questo arriva a disturbare anche il sonno notturno. Ma quali sono le posture più diffuse e più a rischio quando si utilizza un dispositivo elettronico? Seduti, in piedi o camminando, la nostra testa china sul tablet o sullo smartphone di 45 gradi per un tempo quotidiano illimitato è la posizione più deleteria per il collo.

Quali sono i sintomi e gli effetti dell’uso scorretto statisticamente più evidenziabili?

Per il 55% dei casi vi è rigidità alla nuca e dolore in zona cervicale con possibilità di coinvolgimento a livello del braccio e della mano con intorpidimenti e turbe alla sensibilità. Nella maggior parte dei casi si tratta quindi di un sovraccarico funzionale, non di una patologia specifica. È quindi molto facile modificare alcuni comportamenti per utilizzare i dispositivi elettronici con la miglior ergonomia. In ogni caso andrebbe associato al cambio posturale anche un allenamento specifico volto a rinforzare ed elasticizzare la muscolatura del rachide cervicale.

Quali accorgimenti prendere quindi? 

  • I supporti da tavolo (associabili ad una tastiera) sono fondamentali per evitare una iperflessione del collo durante l’utilizzo del tablet
  • Una pausa di 15 minuti ogni due ore è opportuna per il riposo necessario alla colonna vertebrale.

La prevenzione è fondamentale ma non sempre efficace. Nel 46% delle persone intervistate in uno studio negli Stati Uniti ha dichiarato di non assumere posizioni corrette nonostante i fastidi e i dolori, prediligendo la “comodità”. Nella maggior parte dei casi, quindi, bisogna intervenire in soggetti sintomatici. Quali sono dunque le strade percorribili per chi soffre di “collo da tablet” lamentando difficoltà di movimento e rigidità fino ai disturbi del sonno e alle turbe della sensibilità? Il primo intervento presuppone un supporto farmacologico (antinfiammatori e miorilassanti) e un cambio posturale, almeno durante la durata della sintomatologia acuta. Una volta passata la fase acuta della problematica vi è necessità di potenziare la muscolatura indebolita del collo e delle spalle, nonché di un rilassamento e allungamento delle strutture irrigidite in seguito a posture errate mantenute.

Al Centro Medico Santagostino vi è la possibilità di intervenire con sedute specifiche di rieducazione posturale per rinforzare ed equilibrare la muscolatura del rachide cervicale oppure tramite applicazioni bi/trisettimanali di Tecarterapia per velocizzare il processo infiammatorio e vascolarizzare la muscolatura dolente. Per effettuare un ciclo di terapie è però richiesta una prescrizione medica che attesti la problematica e acconsenta l’approccio riabilitativo.

2018-11-20T15:56:35+00:00 20 novembre 2018|Categories: Star bene|Tags: , , |0 Commenti