Tiroiode, 9 domande per conoscerla

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Tiroiode, 9 domande per conoscerla

  • tiroide

Dal peso alla memoria, dal cuore all'alimentazione. La tiroide è una ghiandola piccola, ma il suo funzionamento influenza tutto l'organismo. Tutte le risposte ai dubbi più comuni

Tiroide: ne sentiamo spesso parlare, ma non ci poniamo mai veramente attenzione fino quando “qualcosa non va”. Ma è vero che fa ingrassare o, al contrario, fa dimagrire? E che ha degli effetti anche sullo stato emotivo? Di seguito trovate la risposta ai 9 “enigmi tiroidei” più frequenti.

Come funziona la tiroide?

La tiroide è una ghiandola posta alla base del collo e il suo compito è produrre gli ormoni tiroidei (tiroxina – T4 e triiodotironina –T3). La tiroide rilascia gli ormoni tiroidei nel sangue dietro comando di un ormone (TSH) prodotto da un’altra ghiandola, l’ipofisi. Gli ormoni tiroidei sono fondamentali per la vita e regolano alcune funzioni importanti per la salute come il metabolismo, l’attività cardiaca e neurologica. Alterazioni dei livelli di T4 e T3 evidenziano un funzionamento eccessivo (ipertiroidismo) o insufficiente (ipotiroidismo) della tiroide; mentre le alterazioni di TSH possono indicare una predisposizione della tiroide a funzionare male o una malattia dell’ipofisi.

La tiroide influisce sul peso corporeo?

Gli ormoni tiroidei regolano il metabolismo basale (calorie che consumiamo a riposo), l’appetito e la temperatura del corpo. Livelli di ormoni tiroidei alterati determinano variazioni di peso, mentre non vi sono prove scientifiche che alterazioni solo di TSH possano modificare il peso. Bassi livelli di ormoni tiroidei comportano un aumento di peso corporeo, conseguente all’aumento della quantità di acqua nel corpo. Alti livelli di ormoni tiroidei comportano un calo del peso corporeo, sia per la riduzione del grasso che del muscolo. La normalizzazione dei livelli di ormoni tiroidei, con apposite terapie, corregge la variazione di peso osservata nel tempo in cui i livelli di ormoni erano alterati.

Quali sono i cibi amici della tiroide?

Lo iodio è il nutriente fondamentale per il buon funzionamento della tiroide. L’organizzazione mondiale della sanità raccomanda un apporto quotidiano di iodio di 150 mcgr negli adulti e adolescenti, 90 mcgr nei bambini e 250 mcgr nelle donne incinte. Un’alimentazione senza sale iodato apporta al massimo il 70% della dose raccomandata, considerando che il sale marino integrale ha un contenuto di iodio molto basso. Il consumo quotidiano di sale consigliato è di 3 gr: utilizzando quindi il sale iodato quasi tutti raggiungono l’apporto di iodio raccomandato dall’organizzazione mondiale della sanità. La maggior parte delle persone, sia sane che con problemi alla tiroide, devono assumere la dose raccomandata di iodio. Prima di eliminare il sale iodato dalla propria alimentazione, assumendo così una dose inferiore a quella raccomandata, o utilizzare integratori di iodio, oltre al sale iodato, è quindi opportuno confrontarsi con il medico. Anche i cibi noti come gozzigeni, quali verza, broccoli, soia, spinaci, pesce, arachidi e fragole, possono essere assunti da chiunque nell’ambito di una dieta varia e con un adeguato apporto di iodio.

La tiroide influisce sulla memoria?

Gli ormoni tiroidei sono fondamentali per il mantenimento delle funzioni cerebrali. Le persone con bassi livelli di ormoni tiroidei accusano sonnolenza, rallentamento dei riflessi, problemi di coordinazione, depressione e difficoltà di concentrazione e di memoria. Le persone con elevati valori di ormoni tiroidei accusano disturbi d’ansia, irritabilità e difficoltà di concentrazione e di memoria. Alterazioni che riguardano solo TSH non hanno effetti sulla memoria. La normalizzazione dei livelli di ormoni tiroidei, con apposite terapie, migliora i sintomi neurologici, ma non li risolve completamente in tutti i casi.

La tiroide influisce sul cuore?

Gli ormoni tiroide sono fondamentali per la normale funzione cardiaca e influiscono sia sui battiti cardiaci che sul lavoro del cuore. Anche alterazioni significative di TSH possono avere effetti sul cuore, per cui sia le persone ipertiroidee che quelle ipotiroidee posso avere problemi cardiologici. In alcuni casi le patologie cardiache causate da ipotiroidismo e ipertiroidismo non sono guaribili curando solo la malattia della tiroide.

Lo stress psicologico influenza la tiroide?

Lo stress psicologico è stato correlato con alcune malattie tiroidee immunologiche come il Morbo di Basedow e la tiroidite post partum. I dati scientifici ad oggi disponibili non sono però sufficienti a chiarire le dinamiche e i rapporti causa-effetto di questa correlazione.

Quali sono i campanelli di allarme che devono far sospettare una malattia della tiroide?

I sintomi che devono indurre a un controllare la tiroide sono:

  • modificazioni del peso, non giustificabili con cambiamenti dell’alimentazione e dell’attività fisica
  • tachicardia e tremori
  • difficoltà di memoria e concentrazione
  • dolore o gonfiore nella parte anteriore del collo

Leggi anche: “Tiroide: ascoltiamo i suoi segnali”

È utile lo screening per le malattie tiroidee?

Lo screening è utile per diagnosticare precocemente le malattie della tiroide, prima che causino sintomi o determino conseguenze sulla salute generale della persona. Dovrebbero sottoporsi allo screening per le malattie della tiroide:

  • persone con parenti di I grado con una malattia alla tiroide
  • donne in gravidanza
  • bambini con rallentamento della crescita
  • obesi, diabetici, cardiopatici e dislipidemici
  • persone con patologie autoimmuni
  • persone con problemi cognitivi e di memoria
  • persone con osteoporosi

Lo screening si effettua mediante esami del sangue (dosaggio di tsh e ft4 + anticorpi anti tireoperossidasi) e l’esecuzione di una ecografia alla tiroide.

Quando si può convivere con i noduli tiroidei con serenità?

La tiroide nodulare o gozzo è una delle malattie tiroidee più frequenti. I noduli della tiroide possono essere rilavati dal medico o dal paziente toccando il collo oppure vengono diagnosticati nel corso di esami ecografici o tomografici sul collo.

Nel 95% dei casi si tratta di noduli benigni e l’ecografia tiroidea è in grado di definire con maggiore precisione il rischio di malignità di un singolo nodulo. I noduli che risultano sospetti all’ecografia o di dimensioni significative devono essere sottoposti prelievo citologico mediante agoaspirato. Per convivere tranquillamente con un nodulo tiroideo è necessario sottoporsi ad alcune valutazioni per escludere, oltre alla malignità, che il nodulo comporti un ipertiroidismo e che schiacci trachea o l’esofago. Il primo esame a cui sottoporsi è quindi l’ecografia tiroidea, che può definire le dimensioni e le caratteristiche del nodulo.

In base a quanto rilevato dall’ecografia lo specialista endocrinologo consiglierà se sono necessari ulteriori esami.

2019-10-30T16:22:52+00:00 24 Ottobre 2019|Categories: Star bene|0 Commenti