Insieme al senologo, per battere il tumore al seno

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Insieme al senologo, per battere il tumore al seno

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La scienza sta facendo passi da gigante, eppure ancora troppe donne muoiono a causa del tumore al seno. Ecco perché è fondamentale rivolgersi fin da subito a un professionista che guidi il percorso di prevenzione e cura

“Come farò senza di te”, scriveva Elisa Girotto poco più di un mese fa su Instagram, accanto a una foto che la ritrae con la sua bambina di 1 anno. Sapeva che non le sarebbe rimasto molto tempo da vivere a causa del male incurabile che le era stato diagnosticato, una forma aggressiva di tumore al seno. Questa mamma, 40enne originaria di Spresiano, in provincia di Treviso, ha trovato il modo di restare presente nella vita della figlia dopo che, pochi giorni fa, la malattia se l’è portata via. Ha deciso di lasciare 18 anni di regali alla sua bambina, uno per ogni compleanno, e uno per ogni Natale, fino alla maggiore età. E il racconto di tutto quello che lei avrebbe voluto fare con lei.

Questa recente storia commovente pubblicata da varie testate giornalistiche online fa drammaticamente da cornice al “mese rosa”, l’ottobre che ormai da diversi anni rappresenta il mese della prevenzione contro il tumore della mammella.

Ne fa da cornice perché sottolinea come la prevenzione secondaria, ossia la ricerca precoce di segnali che fanno diagnosticare tumori sempre più piccoli e sempre più curabili, rappresenta la condizione essenziale per abbattere la mortalità legata al tumore della mammella ma non è sufficiente per raggiungere l’obiettivo della mortalità zero. Ancora troppe donne decedono a causa di questa malattia nonostante gli indubbi progressi della scienza medica attuale.

La mammografia, l’ecografia, la risonanza magnetica rappresentano utilissimi strumenti diagnostici che ci hanno permesso di raggiungere diagnosi di neoplasie mammarie non ancora clinicamente rilevabili permettendo interventi chirurgici esteticamente conservativi pur mantenendo la radicalità chirurgica necessaria per la guarigione. La chemioterapia, la radioterapia, le terapia immunologiche mirate sono strumenti terapeutici che affiancano la chirurgia per consolidare i risultati di quest’ultima.

Eppure, sebbene sempre meno, ancora si muore di tumore della mammella. E perché?

Una risposta sta nella natura intrinseca della malattia. Pochi casi presentano caratteristiche di aggressività che abbattono le sofisticate terapie a disposizione. Un’altra risposta sta, in alcuni casi, nell’assenza di una guida al fianco della donna ammalata e della donna sana. Perché il rischio di perdersi all’interno di un armamento così assortito di diagnostica e terapie esiste…e questo smarrimento finisce per essere causa di una gestione fallace della paziente.

Ecco quindi che la figura emergente, seppur da anni sempre più consolidata, del chirurgo senologo trova la sua collocazione nel percorso di prevenzione, diagnosi precoce e cura del tumore della mammella. La guida che in alcuni casi manca è proprio questa figura. L’importanza della visita senologica annuale a cui tutte le donne di età compresa dai 25 agli 85 anni sono chiamate non è rappresentata solo dalla capacità clinica di questo medico ma anche dalla sua capacità di gestione ed organizzazione del percorso di prevenzione e diagnosi la cui offerta mirata varia da donna a donna.

2019-05-30T12:52:40+00:00 12 Ottobre 2017|Categories: Prevenzione, Salute della donna|Tags: , , |1 Commento

Un commento

  1. […] sempre più donne giovani che si ammalano). Quindi come dicevamo ansia giustificata e necessità di visita senologica sempre in caso di riscontro di un nodulo. Inoltre l’autopalpazione (cioè la visita spontanea […]

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