Tumore del testicolo: l’autopalpazione salva la vita

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Tumore del testicolo: l’autopalpazione salva la vita

  • tumore al testicolo

Rappresenta la più frequente forma di tumore del maschio al di sotto dei 45 anni. L'autopalpazione del testicolo è la forma di prevenzione più efficace: bastano pochi secondi, ogni mese

Il tumore del testicolo è un problema del giovane: rappresenta la più frequente neoplasia del maschio al di sotto dei 45 anni con un picco di incidenza fra i 20 ed i 40 anni, per poi drasticamente ridursi dopo i 50. Allo stesso tempo, però, si tratta della neoplasia solida maligna del maschio con il più alto tasso di sopravvivenza. Ciò dipende anche dalla tempestività della diagnosi e del successivo trattamento chirurgico: i casi individuati precocemente hanno una sopravvivenza più elevata rispetto a quelli diagnosticati in stadi più avanzati, nonostante questi ultimi frequentemente rispondano alla chemioterapia oggi disponibile.

Alta incidenza ed elevato impatto della diagnosi precoce sul decorso rendono conto dell’utilità dello screening. Quest’ultimo si basa, in assenza di markers univoci, essenzialmente sull’autopalpazione mensile. Come la maggior parte dei tumori maligni, anche quello del testicolo raramente dà sintomi, presentandosi come una massa dura, fissa e non dolente, al contrario delle infiammazioni, che sono tipicamente teso-elastiche, mobili e molto dolorose, delle cisti dell’epididimo (esterne al testicolo, teso-elastiche e di forma regolare), dell’idrocele (aumento di tutto l’emiscroto interessato, che appare teso ma non duro) o del varicocele (molle e mobile). Ciò significa che spesso i pazienti pongono maggior attenzione a situazioni benigne ma con un ampio corredo sintomatologico (come le epididimiti) e tendono a sottovalutare le situazioni in cui potrebbe essere presente un tumore. Molto raramente il cancro può presentarsi con dolore, ma può capitare di diagnosticarlo durante un controllo dopo un trauma scrotale o per una concomitante patologia di altra natura. In caso di dubbio, una visita urologica con ecografia eseguite il prima possibile sono il miglior approccio al problema. Non essendo realisticamente fattibile eseguire controlli medici in continuazione, è necessario che ogni maschio sia adeguatamente informato sull’autopalpazione mensile e sui fattori di rischio.

Chi deve autocontrollarsi?

Come già detto, il picco di incidenza è al di sotto dei 45-50 anni. Tutti i giovani, dall’adolescenza fino alla mezz’età dovrebbero eseguire regolarmente un controllo autopalpatorio e conoscere la forma e la consistenza dei propri organi genitali, per individuare eventuali cambiamenti sospetti, abitudine che richiede pochi secondi al mese ed ha un costo nullo.

Sono presenti inoltre fattori di rischio noti: il principale è il criptorchidismo, ossia la non discesa di un testicolo, che causa un elevato aumento di incidenza di questa neoplasia in entrambi i testicoli – non solo in quello con mancata o ritardata discesa – anche se trattato chirurgicamente. Altri fattori di rischio sono la familiarità per tumori del testicolo, la nascita pretermine, l’esposizione durante la vita fetale a tassi ormonali elevati (per assunzione diretta di ormoni da parte della madre o obesità), le anomalie cromosomiche, l’esposizione professionale a cancerogeni o radiazioni ionizzanti e l’infertilità.

Chi avesse uno o di questi fattori dovrebbe porre maggior attenzione e “tenere alta la guardia” almeno fino ai 50 anni.

Come eseguire una palpazione?

L’organo, che ha le dimensioni e la forma di una grossa oliva, va esaminato fra il pollice ed il secondo e terzo dito e deve risultare mobile, liscio e regolare. Qualora si dovessero riscontrare anomalie, soprattutto se di nuova insorgenza, una visita urologica e un’ecografia scrotale possono togliere i dubbi o, nel caso peggiore, permettere di affrontare il problema prima che possa diventare grave o di complessa risoluzione.

Guarda il nostro video-tutorial

Nella foto, una campagna di prevenzione di qualche tempo fa.

2018-10-30T12:36:49+00:00 21 novembre 2017|Categories: Prevenzione|1 Commento

Un commento

  1. […] La cara vecchia “visita di leva”, anche se estremamente sgradita ai giovani di qualche decennio fa, risolveva non pochi problemi in termini diagnostici: da quadri semplici di fimosi (restringimento del prepuzio) o di brevità del frenulo penieno, si poteva anche arrivare a identificare il varicocele e i tumori del testicolo. […]

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