Stop all’imbarazzo, la prevenzione inizia da ragazzi

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Stop all’imbarazzo, la prevenzione inizia da ragazzi

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Non solo tumori, la visita urologica può risolvere molti dubbi sulla salute maschile. Ecco perché è importante controllarsi fin dall'adolescenza...

Se domandiamo ai nostri ragazzi cosa sia una “visita di leva”, la risposta che otteniamo quasi sempre è tutta in quegli occhioni sgranati che rivelano un “Non ne ho idea!”.

Già, perché se è normale per le adolescenti recarsi più o meno regolarmente in visita ginecologica, non è altrettanto “d’abitudine” per gli adolescenti eseguire una visita urologica o andrologica. Basta solo pensare che, secondo gli ultimi dati emersi da una ricerca della Società Italiana di Urologia (SIU), il 54% dei maschi europei ignora di avere una prostata, pensando addirittura che sia un organo femminile.

La cara vecchia “visita di leva”, anche se estremamente sgradita ai giovani di qualche decennio fa, risolveva non pochi problemi in termini diagnostici: da quadri semplici di fimosi (restringimento del prepuzio) o di brevità del frenulo penieno, si poteva anche arrivare a identificare il varicocele e i tumori del testicolo.

Ai giorni nostri risulta di fondamentale importanza concorrere tutti, dalle famiglie al personale sanitario, per creare una cultura della prevenzione urologica ed andrologica sin dall’età adolescenziale. L’obiettivo finale è far sì che i ragazzi si rechino quasi spontaneamente dallo specialista sin dalla pubertà. Questo permetterà non solo la diagnosi e, di conseguenza, la cura precoce anche di patologie serie (quali quelle tumorali, la cui incidenza è in ascesa) ma di far crescere progressivamente una cultura della prevenzione sia per quanto riguarda le malattie sessualmente trasmissibili (anch’esse in significativo aumento nelle aree urbane) che la salute sessuale in genere.

A tal proposito, un altro tabù sicuramente da eliminare è quello delle problematiche di erezione, a tutte le età. Al di là delle chiacchiere da bar, queste possono essere sintomo di patologie cardiovascolari, ormonali, e, in alcuni casi, tumorali. Fondamentale, quindi, superare la timidezza e, al di là del ricercare una soluzione più o meno facile al problema assumendo farmaci, cercare le reali cause di queste problematiche, non da ultimo quelle psicologiche. Senza contare che acquistare farmaci on-line, non sottoposti ad adeguati controlli, può essere davvero pericoloso per la salute. Analogamente all’ assunzione, spesso con leggerezza, di anabolizzanti da parte di chi frequenta palestre.

I dati pubblicati dalla SIU dimostrano come la scarsa consapevolezza e la trascuratezza hanno un impatto fondamentale non solo sulle condizioni generali di salute, ma anche sul ritardo diagnostico. Per citare alcuni dati, ben il 43% degli uomini non si recherebbe dal medico in caso di sangue nelle urine, mentre il 28% andrebbe dal medico solo dopo una settimana dalla comparsa di bruciore o dolore alla minzione. Zero imbarazzo anche per gli adulti, dunque, in particolare dopo i 45 anni di età, quando la possibilità di incorrere in una patologia prostatica aumenta. Il tumore alla prostata, infatti, è spesso asintomatico nelle prime fasi, per questo è essenziale consultare sempre uno specialista. Per altro, se la diagnosi viene posta precocemente, le probabilità che la malattia abbia un esito infausto sono molto basse (il 91% sopravvive dopo 5 anni – dati AIRC).

In conclusione, la salute urologica/andrologica e sessuale deve essere considerata e trattata esattamente come tutti gli altri aspetti della nostra salute e, anche se il lavoro culturale da mettere in pratica in Italia è enorme, è nostro dovere sociale promuoverla il più possibile, sia come medici e personale sanitario in genere, che come pazienti sin dall’età adolescenziale!

2018-10-29T18:14:54+00:00 29 ottobre 2018|Categories: Prevenzione, Salute, Star bene|Tags: , , |0 Commenti