Tumori, non rinviamo diagnosi precoce e prevenzione

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Tumori, non rinviamo diagnosi precoce e prevenzione

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Visite e controlli rinviati a causa del lockdown: bisogna recuperare il tempo perduto, anche con check up personalizzati. Parola di oncologo

Il lockdown e l’emergenza Covid-19 rischiano di avere un forte impatto sulla salute generale, per esempio sul fronte dei tumori. Il blocco dell’attività ambulatoriale non urgente ha pesato molto sull’attività di diagnosi precoce, ritardando o annullando molte attività di screening e di controllo. Secondo una ricerca di Nomisma a inizio settembre saranno stati eseguiti solo un terzo dei test di prevenzione effettuati in un anno per tumore a seno, cervice uterina e colon retto. Secondo le stime di Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), si fanno circa
1.000 diagnosi di cancro al giorno: nei mesi del lockdown, sempre secondo queste stime, ne sono state fatte tra le 24mila alle 30mila in meno.

I tumori sono nel mondo la seconda causa di morte (dopo le malattie cardiovascolari); 1 persona su 3 circa nel corso della vita, sperimenta questa malattia.

È noto che attualmente la sopravvivenza e le guarigioni, anche in campo oncologico, sono in aumento, grazie alla diagnosi precoce e alle terapie innovative.

Screening periodici come la mammografia, la visita urologica, l’esame del sangue occulto nelle feci e colonscopia, il controllo dei nei, aiutano a scoprire e curare in tempi molto precoci, forme tumorali che – invece – se scoperte in ritardo possono essere più difficilmente curabili.

Per questo è fondamentale colmare il ritardo accumulato in questi mesi di emergenza e riprendere da subito controlli, visite e screening.

Ancora maggiore è il beneficio se si mette in pratica un programma di prevenzione, riferito alle patologie più frequenti. “Prevenire è meglio che curare”: è più facile raggiungere il risultato e costa meno in termini socio-economici.

Per questo, da oncologo da anni in prima linea nella lotta contro i tumori, consiglio un check up periodico che al Santagostino chiamiamo “bilancio della salute”. Si tratta di una visita medica rivolta alla verifica delle condizioni degli apparati esterni (cute, noduli superficiali, cavi ascellari, ecc.) e all’analisi dei referti degli esami del sangue o di diagnostica (ecografia, mammografia, tac e/o risonanza, endoscopia). Si tratta, in altre parole di una completa esplorazione a 360 gradi delle condizioni generali cliniche della persona. Tutti questi elementi costituiscono una griglia diagnostica, molto utile che può dare indicazioni importanti da adottare nella vita quotidiana, anche per quel che riguarda le abitudini alimentari, l’attività motoria.

Ovviamente se, da un primo giro di esami, emergono anomalie sospette, viene previsto un secondo giro di esami, specificamente orientato ad approfondire il settore che presenta alterazioni.

I risultati di un check-up costituiscono inoltre una preziosa banca dati, omogenea e specifica del paziente, da utilizzare come riferimento e confronto negli eventuali successivi controlli.

A chi è consigliato questo check up?

Sicuramente alle persone in età matura e in particolare a chi ha una familiarità per i tumori, come i parenti di pazienti oncologici. Ma anche a tutti coloro che hanno avuto o hanno stili di vita a rischio elevato (fumatori, per esempio, o persone fortemente sedentarie). E certamente anche ai pazienti ex oncologici per i quali sono utili i controlli periodici.

Riprendiamo in mano la nostra salute: più diagnosi precoce, più prevenzione per battere un nemico comune, il tumore e per conservare lo stato di benessere.

2020-07-31T18:03:22+02:00 31 Luglio 2020|Categories: Prevenzione|0 Commenti